a colazione c'è sempre spremuta d'arrangiati

Michele: Non è giusto che noi continuiamo a vederci, io magari sarò imperfetto però voglio essere coerente. Non ci dobbiamo più vedere, mai più!
Bianca: Ma perché?
Michele: La felicità è una cosa seria no? Ecco e allora se c’è dev’essere assoluta!
Bianca: E che vuol dire?
Michele: Vuol dire senza ombre, senza pena, è difficile per tutti.. per me invece è impossibile, forse non ci sono abituato.
Bianca: Ma le cose cambiano, le persone si trasformano, le situazioni… Io non capisco questa specie di obbligo senza che tra noi sia successo niente!
Michele: Tanto tu prima o poi mi lasceresti. Io non ci posso pensare che un giorno, magari siamo in terrazzo, tu ormai vivi a casa mia, ti avvicini e mi fai - Sai Michele, ti devo parlare - e poi mi spieghi che è stato tutto molto bello, però ormai non si può più andare avanti, l’amore è finito.
Bianca: Ma come fai a saperlo?
Michele: Lo so!
Bianca: Allora per non soffrire dopo lo fai adesso, così, senza che ci sia una ragione, senza un motivo.
Michele: Sì!
Bianca: Tu giudichi sai, decidi, stabilisci le colpe, condanni.
Michele: Perché no? Giudico me, lo posso fare anche con gli altri!
Bianca: Ma gli altri non sono un teorema… Tu sei pazzo!
Michele: E non sono pazzi quelli che accettano tutto? Io almeno dico: questo è sano, questo è malato, questo è bello oppure brutto, qui c’è il bene, qui c’è il male..
Bianca: Tu sei pazzo davvero.
Michele: Sì Bianca.. Perché tutto questo dolore a te sembra giusto? A me no. Io mi devo difendere!

(e noi come i pesci come facciamo che non dormiamo e noi come i pesci come facciamo che non amiamo se non da lontano.)

“Perché oggi di tredici anni fa ho perso una verginità che sanguina ancora a guardarla. Rotto l’imene del si può fare tutto di tutto dei miei quindici anni, all’improvviso mi ha soffocato l’abbraccio delle scelte, e quindi della mortalità. Che si può morire e forse non me l’avevano spiegato bene. Che il potere sopravvive uccidendo e forse mi sembrava una realtà relegata ai fumetti. Che se non scegli una strada, una strada sceglie te e molto spesso non fa differenza. Che non scegliere da che parte stare è come morire senza neanche che nessuno se ne accorga.”

—   Lodo (Lo stato Sociale)

(Fonte: americadelnord, via demonomania666)

io sto bene
io sto male
io sto bene
io sto male
io sto bene
io sto male

e adesso che cavolo vuol dire essere hardcore

(è solo una crisi di passaggio che io e il mondo al momento non stiamo superando)

Anonimo ha chiesto: lontana dove?

a fanculo

bene che sia andrò lontana.

Quanto è bella la mia tazza?

e tu parti solamente per fuggire con un coraggio da leone che nemmeno l’internazionale Brezsny avrebbe potuto intuire

finalmente la feltrinelli mi fa avere il disco che avevo ordinato da giugno. 

quando uno dice #litaliapeggiore. #lostatosociale #intemoperilcompleanno

innamoriamoci senza conoscerci.

(quando sorridevi solo per me.)